L’attacco di calore, spesso chiamato anche colpo di calore nelle forme più gravi, è una condizione che si verifica quando l’organismo non riesce più a regolare correttamente la propria temperatura interna. Può comparire durante giornate molto calde, in ambienti poco ventilati, dopo esposizione prolungata al sole o durante attività fisica intensa svolta nelle ore più calde.
Non si tratta di un semplice fastidio estivo. Il caldo eccessivo può mettere sotto stress il sistema cardiovascolare, aumentare la perdita di liquidi e sali minerali attraverso il sudore e portare a sintomi come debolezza, mal di testa, nausea, vertigini, crampi, confusione e, nei casi più seri, perdita di coscienza. Il Ministero della Salute raccomanda, durante le ondate di calore, di limitare l’esposizione alle alte temperature, idratarsi adeguatamente, indossare abiti leggeri e proteggere la pelle esposta.
Attacco di calore o colpo di calore: qual è la differenza?
Nel linguaggio comune si tende spesso a usare queste espressioni come sinonimi, ma è importante distinguere le forme più lievi da quelle più pericolose.
L’esaurimento da calore può manifestarsi con sudorazione intensa, sete, debolezza, nausea, mal di testa, vertigini, irritabilità, aumento della temperatura corporea e riduzione della quantità di urina. Secondo il CDC, questi sintomi sono legati alla perdita eccessiva di acqua e sali, soprattutto attraverso il sudore.
Il colpo di calore, invece, è una condizione più grave e potenzialmente pericolosa per la vita. Può comparire quando il corpo non riesce più a raffreddarsi in modo efficace. Tra i segnali più importanti ci sono confusione, svenimento, perdita di coscienza, pelle molto calda, alterazioni del comportamento, convulsioni o peggioramento rapido dello stato generale. Il National Weather Service indica tra i sintomi più rilevanti confusione, linguaggio alterato, nausea, vertigini, temperatura corporea elevata, pelle calda e arrossata, polso rapido e possibile perdita di coscienza.
Cosa fare subito?
La prima cosa da fare è spostare la persona in un luogo fresco, ombreggiato o climatizzato. Bisogna interrompere immediatamente l’attività fisica, farla sedere o sdraiare e iniziare a raffreddare il corpo.
È utile allentare gli indumenti, rimuovere quelli non necessari e applicare panni freschi su collo, fronte, ascelle e inguine. Se possibile, si può ricorrere a una doccia fresca o a spugnature con acqua fresca. L’obiettivo è abbassare gradualmente la temperatura corporea, senza usare metodi estremi o improvvisati.
Se la persona è vigile e riesce a bere, è importante favorire l’idratazione con acqua a piccoli sorsi. In caso di sudorazione intensa, crampi o forte spossatezza, possono essere utili anche soluzioni reidratanti o sali minerali, scelti in base alla situazione e alle esigenze individuali.
Se però compaiono confusione, svenimento, perdita di coscienza, pelle molto calda, convulsioni, difficoltà a parlare o peggioramento rapido, bisogna chiamare subito i soccorsi. Il colpo di calore è un’emergenza medica: il NHS sottolinea che l’esaurimento da calore può spesso migliorare con il primo soccorso, ma se non si riesce a raffreddarsi può evolvere in colpo di calore, condizione potenzialmente pericolosa per la vita.
Cosa evitare?
In caso di attacco di calore, è importante evitare di continuare a camminare, lavorare o fare sport “per resistere”. Il corpo sta già segnalando una difficoltà di adattamento e ignorare i sintomi può peggiorare rapidamente la situazione.
Bisogna evitare anche bevande alcoliche, eccesso di caffeina o bibite molto zuccherate, che possono non essere ideali in una fase di disidratazione o stress da caldo. È preferibile bere acqua, eventualmente associata a soluzioni reidratanti se la sudorazione è stata intensa.
Non bisogna lasciare la persona da sola se i sintomi sono importanti. Nei bambini, negli anziani, nelle persone fragili, in chi assume farmaci o soffre di patologie cardiovascolari, renali o respiratorie, la prudenza deve essere ancora maggiore.
Chi è più a rischio?
Sono più vulnerabili anziani, bambini piccoli, persone con malattie croniche, soggetti che assumono alcuni farmaci, lavoratori all’aperto, sportivi, persone disidratate o chi trascorre molte ore in ambienti caldi e poco ventilati.
Anche chi è in vacanza può sottovalutare il rischio: lunghe giornate al mare, camminate sotto il sole, attività fisica nelle ore centrali, poca acqua e alimentazione disordinata possono favorire stanchezza, cali di pressione e disturbi legati al caldo.
La Protezione Civile raccomanda, in caso di ondate di calore, di evitare l’esercizio fisico nelle ore più calde e mantenere una buona idratazione.
Come prevenirlo?
La prevenzione parte da poche regole semplici: bere regolarmente durante la giornata, evitare l’esposizione nelle ore più calde, indossare abiti leggeri e traspiranti, proteggere il capo, consumare pasti leggeri e ricchi di acqua, come frutta e verdura.
È importante programmare sport, passeggiate e commissioni nelle ore più fresche, preferibilmente al mattino presto o nel tardo pomeriggio. In casa, è utile mantenere gli ambienti freschi e ventilati, evitando però sbalzi termici eccessivi.
Per chi suda molto, fa sport o trascorre tante ore all’aperto, sali minerali e soluzioni reidratanti possono rappresentare un supporto utile, ma vanno scelti in modo consapevole: non tutti hanno le stesse esigenze e non sempre “più integrazione” significa maggiore beneficio.


